lunedì 27 giugno 2011

6 luglio, muore il Web italiano

Fonte L'Espresso
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di Alessandro Longo

Il 6 luglio arriverà una delibera Agcom, sulla tutela del copyright online, e sarà una forma di censura del web, in nome degli interessi di Mediaset e delle lobby dell'audiovisivo, con il beneplacito del centro destra. E' questo l'allarme lanciato da un gruppo di associazioni (Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio, Studio Legale Sarzana). Avevano già fatto una campagna contro i rischi di quella delibera, ma speravano ancora di cambiare le cose. Speranze fallite venerdì, dopo aver incontrato Corrado Calabrò, presidente Agcom (Autorità garante delle comunicazioni). «Abbiamo appreso che non c'è spazio per la mediazione e che Agcom intende approvare la delibera-censura in fretta e furia», dice Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, associazione di area Radicale. Nel testo definitivo dovrebbe insomma restare il principio di fondo, già presente nell'attuale bozza della delibera: Agcom avrà il potere di oscurare siti web accusati di facilitare la pirateria. Senza passare da un regolare processo, ma solo a fronte di una segnalazione da parte dei detentori di copyright.

Ma perché gridare alla censura? Come motivate quest'allarme?
«La questione alla base è che il diritto d'autore sul web ha tantissimi ambiti ed è possibile che l'industria del copyright metta in piedi interi uffici dedicati a segnalare presunte violazioni all'Autorità, come avvenuto in altri Paesi. L'Autorità non avrà i mezzi per gestire le decine di migliaia di segnalazioni che arriveranno. Sarà il Far west, ci saranno decisioni sommarie, ai danni di siti anche innocenti. Siamo il primo Paese al mondo a dare ad Agcom questo potere. Calabrò stesso ci ha detto che sa di muoversi in un territorio di frontiera... ».

Però ci si potrà difendere opponendosi all'oscuramento del sito.
«Secondo la delibera, potrà farlo il gestore del sito web, ma non l'utente che carica il contenuto in questione. Sarà un salto nel buio. Il nostro colloquio con Calabrò ci ha confermato che l'Autorità non è preparata a questo».

Perché non lo è?
«Per esempio: abbiamo detto a Calabrò che i provider Internet avranno grosse spese per rimuovere i contenuti dal web e lui ci ha risposto che non lo sapeva, che non gliel'avevano detto. Non ci ha mai risposto con numeri e criteri oggettivi alle nostre critiche».

Ma la censura avrà anche un colore politico?
«Sì e questo rende la cosa ancora più grave. Siamo in un Paese in cui la denuncia per diffamazione è facile ed efficace, per mettere a tacere media. In un sistema politicizzato come il nostro, questo nuovo potere che Agcom potrebbe aggravare il fenomeno. Dalla denuncia per diffamazione all'oscuramento d'Autorità di un sito il passo è breve».

Perché vi è sembrato che Calabrò avesse molta fretta di completare la delibera?
«In precedenza Agcom ci aveva promesso, per tenerci buoni, tanti incontri di mediazione e che il testo definitivo non sarebbe stato subito esecutivo ma che sarebbe stato messo in consultazione. Adesso invece ha deciso che già prima dell'estate, probabilmente il 6 luglio, arriverà a una delibera fatta e compiuta».

Come ti spieghi questa fretta?
«Siamo in un contesto di grossa instabilità politica. In questo momento il clima è ancora favorevole agli interessi di Mediaset, ma Agcom teme che non sarà presto così e quindi vuole chiudere in fretta la vicenda. E' un altro effetto del conflitto di interesse del presidente del Consiglio».

L'interesse delle lobby del copyright è evidente. Ma di Mediaset? E' solo quello di tutelare il proprio diritto d'autore sul web (ha denunciato in passato Google per video su YouTube, del resto)?
«Non solo. Lo scopo è forgiare il web in modo simile al mercato che loro conoscono e depotenziandone la minaccia al loro business. Hanno fatto così anche con la delibera sulle web tv».

Che farete se la delibera passa così com'è?
«Faremo ricorso al Tar del Lazio. Se necessario a Bruxelles, ma crediamo che il Tar bloccherà la delibera, che secondo molti esperti è illegittima, poiché viola diritti fondamentali del cittadino. Ma visto che ci sono forti interessi del Presidente del Consiglio a far passare quelle norme, il governo potrebbe intervenire direttamente con un decreto, in caso di blocco al Tar».

martedì 24 agosto 2010

martedì 17 agosto 2010

l'inganno dei popup pubblicitari

Nulla di nuovo, ma oggi mi sono imbattuto in un sito che subito si è presentato con le odiose popup. E' verò qualcuno può dirmi di stare più attento e di impostare il proprio browser con la funzione Blocca popup. Ma non è questo il problema, è invece, l'ultima versione della fregatura pubblicitaria.
Fall'immagine si vede chiaramente che succede: vedo il popup, vedo che in alto a sinistra c'è la classica X rossa che mi porta d'istinato a cliccarci su. Ecco, invece, che si apre una bella pagina di voli internazionali low coast. Incredulo e soprattutto ingannato, torno sul sito e rivedo il popup con più attenzione: sotto sotto in piccolo appare il link Chiudi!!
Nulla di nuovo, ma vecchie maniere di fregare il prossimo.

martedì 15 giugno 2010

Corsi online: Attivazioni delle nuove lauree online per l'anno accademico 2010-11

Anche per il prossimo anno accademico la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova attiverà anche nel prossimo anno accademico i seguenti corsi di laurea a distanza:

- Laurea triennale in Scienze per la Formazione dell’Infanzia e della Preadolescenza;
- Laurea triennale in Scienze per la Formazione Professionale;
- Laurea magistrale in Teorie e Metodologie dell'E-learning e della Media Education;
- Laurea magistrale in Programmazione e gestione dei servizi educativi, scolastici e formativi.
Ricordiamo che, nel rispetto della professionalità degli insegnanti e degli operatori della formazione professionale che si iscrivono ai corsi di laurea, è possibile richiedere l’attribuzione di crediti formativi in ragione dell’esperienza lavorativa (fino a 30 CFU) e dei percorsi di apprendimento non universitari svolti e coerenti con il curricolo (altri 30 CFU), oltre alle consuete procedure di convalida di crediti derivanti da esami universitari precedentemente sostenuti.

La procedura di domanda di valutazione preventiva e di riconoscimento dei crediti formativi per l'anno accademico 2010/2011 sarà attivata esclusivamente nel mese di giugno, in modo che i candidati possano valutare in maniera adeguata l'opportunità di immatricolarsi nei corsi. Ulteriori informazioni sulle modalità di presentazione delle domande sono disponibili all'indirizzo http://www.unipd.it/studenti/procedure/domanda.htm.
Gli esiti della domanda saranno comunicati prima del periodo di preimmatricolazione il cui inizio è previsto, per l'a.a. 2010 - 2011, il 26 luglio 2010. Ulteriori informazioni sulla procedura di preimmatricolazione possono essere reperite all'indirizzo http://www.unipd.it/offerta_didattica/immatricolazioni.htm.

giovedì 10 giugno 2010

CORPORATE STORYTELLING - Convegno di studi

CORPORATE STORYTELLING - Convegno di studi organizzata dall'Università di Padova - 18 giugno 2010 in Aula "E" - Cortile antico del Bo

Guest Conference speaker: Etienne Wenger "The role of storytelling in Communities of Practice

Scarica la locandina del convegno

martedì 27 aprile 2010

PEC: le prime delusioni


Oggi ho tentato anch'io all'accreditamento per ottenere il mio indirizzo di Posta Elettronica Certificata. Sembrava tutto procedesse per il meglio ma ecco la prima delusione: una immagine con una signorina (carina e sorridente) mi avvisa che sono state raggiunto il numero massimo di connessioni e quindi m'invita a ritornare più tardi.
Sarà, con pazienza riproverò sicuramente ma per ora resta il rammarico che ancora una volta tutto non fila liscio come dovrebbe.

mercoledì 21 aprile 2010

In arrivo la Posta Elettronica Certificata per tutti gli Italiani


Riporto qui un articolo di Fortunato Laurendi dal sito E-Gov

Da lunedì 26 aprile la casella di posta certificata sarà attivata per 50 milioni di italiani. Lo ha ricordato il ministro Renato Brunetta, che in una circolare fornisce informazioni sulla gestione alle pubbliche amministrazioni

Conto alla rovescia per la posta elettronica certificata (Pec): da lunedi' la casella di posta elettronica che ha lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricevimento sara' attiva per 50 milioni di italiani, tutti i maggiorenni che possiedono il codice fiscale. I comuni pronti, che hanno cioe' pubblicato la Pec, sono finora 1.745 su 8 mila, circa il 22%, la maggior parte concentrata al Nord, ma l'obiettivo e' quello di arrivare entro lunedi' a coinvolgere circa l'80-90% delle amministrazioni. In tutto, a oggi, sono 12 mila le Pec attivate dalle pubbliche amministrazioni centrali (7.315) e locali (4.685), 80 mila le caselle richieste dai cittadini, oltre un milione i professionisti che hanno adempiuto all'obbligo di dotarsene (scattato a novembre scorso) e oltre 110 mila le imprese che hanno gia' attivato un indirizzo Pec. I numeri sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta. Il quale ha anche diffuso alle amministrazioni pubbliche interessate la circolare n. 2/2010 con la quale vengono fornite informazioni per la gestione della posta certificata. "Penso che il 2010 sia l'anno della convergenza, ci sono tutte le condizioni perche' nella pubblica amministrazione sia eliminata la carta" ha osservato il ministro precisando che l'obiettivo e' di arrivare entro l'anno "a 10 milioni" di utenti Pec. "Per lunedi'' prossimo - ha aggiunto Brunetta - contiamo che tutti i comuni capoluogo siano dotati di Pec". Il titolare della Funzione Pubblica ha ricordato che finora sono gia' 60 su 107 i comuni capoluogo in regola, mentre sono gia' pronte al 100% le camere di Commercio e le Regioni, la copertura è dell'85% per i ministeri, all'80% per le province e al 50% per le Universita'.

Come attivare il servizio
La Pec al cittadino, spiega una nota del dicastero, è lo strumento che consente di inviare e ricevere messaggi di testo ed allegati con lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento. In questo modo si può dialogare con tutti gli uffici della PA direttamente via e-mail senza dover più produrre copie di documentazione cartacea ma soprattutto senza doversi presentare personalmente agli sportelli. Per richiedere l’attivazione del servizio di Posta Certificata al cittadino, a partire come detto da lunedì 26 aprile, sarà sufficiente collegarsi al portale www.postacertificata.gov.it e seguire la procedura guidata che consente di inserire la richiesta in maniera semplice e veloce. Trascorse 24 ore dalla registrazione online (ed entro 3 mesi) ci si potrà quindi recare presso uno degli Uffici postali abilitati per l’identificazione e la conseguente firma sul modulo di adesione. Il richiedente dovrà portar con sé un documento di riconoscimento personale e uno comprovante il codice fiscale (codice fiscale in originale o tessera sanitaria). Bisogna inoltre portare anche una fotocopia di entrambi i documenti che dovranno essere consegnate all’ufficio postale. Ad oggi sono oltre 80mila le Pec richieste dai cittadini, grazie alla sperimentazione avviata a fine settembre 2009 da Aci e Inps. Pur essendo una casella di posta elettronica “come le altre, ricorda il ministero, la Pec al cittadino è l’unica dedicata esclusivamente ai rapporti con la pubblica amministrazione.

Dura lex...sed lex
L’utilizzo della Pec è un obbligo previsto dalla legge. Infatti, tutte le pubbliche amministrazioni devono, ricordano dal dicastero guidato da Renato Brunetta:
- dotarsi di una casella di posta elettronica certificata per qualsiasi scambio di informazioni e documenti (articolo 6 del Codice dell’amministrazione digitale);
- istituire una casella Pec per ciascun registro di protocollo (comma 3 dell’articolo 47 del Codice dell’amministrazione digitale);
- dare comunicazione al DigitPA degli indirizzi Pec istituiti per ciascun registro di protocollo (comma 8 dell’articolo 16 della legge 2/2009);
- pubblicare nella pagina iniziale del sito web istituzionale l’indirizzo Pec a cui il cittadino può rivolgersi (comma 2-ter dell’articolo 54 del Codice dell’amministrazione digitale);
- comunicare con i propri dipendenti unicamente tramite Pec (comma 6 dell’articolo 16-bis della legge 2/2009).